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San Teodoro, in un affresco del pittore Guglielmo Ascanio dipinto nella cripta del martire. Chiesa SS Apostoli Pietro e Paolo di Monteleone d'Orvieto.

La chiesa collegiata di Monteleone è spiritualmente illuminata dalla presenza del corpo di un martire cristiano. I resti di Teodoro, soldato romano vissuto tra la fine del III e l'inizio del IV secolo dopo Cristo, sono conservati, da oltre due secoli, all'interno di un'urna, attualmente posta nella cripta a lui dedicata. Le spoglie del martire furono esumate nel 1778 dalle catacombe di San Ponziano situate lungo la via Portuense, nell'attuale quartiere di Monte Verde a Roma. Ricomposte nella loro interezza fisiologica, le ossa furono adornate con vestimenti e oggettistica varia, trasportate fino a Monteleone, dove giunsero il 17 dicembre del 1778, e collocate nella Chiesa principale del paese. Da allora l'urna fu conservata dapprima nella cappella del Rosario, poi all'interno dell'altare maggiore della chiesa e, infine, posta nella cripta, costruita appositamente per ospitare le spoglie del Santo, proprio sotto l'abside.

Esempio di catacombe cristiane. Non è dato sapere il tipo di loculo in cui fu sepolto San Teodoro, ma dallo stato di conservazione delle ossa, si può supporre come le spoglie abbiano riposato in luogo asciutto e protetto, probabilmente sigillato.

La sua vita non può essere che ricostruita per intuizione a causa della mancanza di fonti e racconti. Ne consegue che le informazioni raccolte su di lui, fino a oggi, rappresentano una visione piuttosto stereotipata del martire cristiano. Tuttavia, si può arrivare ad alcune conclusioni, più o meno certe, da elementi non del tutto indirettamente riconducibili alla sua storia. Partiamo dall'iscrizione che fu trovata sul suo loculo (probabilmente ad arcosolio sigillato) al momento della prima esumazione del 1778 e che, nonostante la brevità, ci svela alcuni punti chiave sulla vita del Santo: “Teodoro Miles. X(p)” . Una traduzione letterale vorrebbe dare a questo epitaffio il seguente significato: “Teodoro, il soldato. Cristiano”. Se ne deduce subito una breve serie di interessanti conclusioni: 1) I resti deposti nel loculo appartengono sicuramente a un uomo di fede cristiana. Il monogramma X(P) – composto dalle lettere dell'alfabeto grego X (chi) e P (ro) intrecciate insieme a indicare la parola Christòs – veniva posto sulle tombe a indicare che il defunto era cristiano. 2) Teodoro faceva parte di un corpo militare (Miles, ovvero “Soldato” – “Combattente”). Questo fa supporre che sia stato convertito e abbia abbracciato il cristianesimo qualche anno prima del martirio, magari in segreto. Non era raro, tuttavia, che i cristiani praticassero la professione di soldato o guardia imperiale (numerosi sono gli esempi: San Sebastiano, San Liberato, ecc...), sebbene praticanti e, a rigor di logica quindi, riluttanti all'uso delle armi e della violenza. 3) Il nome Teodoro (dal greco theos dòron , ovvero “dono di Dio”) non deve far pensare immediatamente a un nome cristiano. Teodoro, infatti, era largamente usato in Grecia molti secoli prima della nascita del cristianesimo e non è gioco forza credere che gli sia stato dato da genitori che avevano già abbracciato la “nuova” fede. Può essere, comunque, un indizio che smentisce parte del punto 2. Altre considerazioni, che ci portano a conclusioni più certe, possono essere fatte prendendo in esame il luogo della sepoltura. Le catacombe di San Ponziano conservano, infatti, i corpi dei cristiani martirizzati tra il 303 e il 305 dopo Cristo, durante l'ultima grande persecuzione dell'imperatore Diocleziano. Sicuramente, comunque, tutti i corpi dei Martiri seppelliti nella zona archeologica a San Ponziano risalgono tra il 303 (anno di "costruzione" del cimitero) e il 311 dopo Cristo (anno in cui cessarono definitivamente le persecuzioni ai danni dei cristiani, poco prima della morte dell'imperatore Galerio).

San Teodoro Martire così come appare oggi all'interno dell'urna. Lo scheletro è stato ricomposto sdraiato sul fianco destro, con il volto rivolto verso i fedeli. Le spoglie sono adornate magnificamente, in modo da creare un effetto visivo nobile e sorprendente. Il corpo di San Teodoro, al di là del significato religioso, è sicuramente la cosa più preziosa che possiede la comunità di Monteleone.

Non è dato sapere con certezza, purtroppo, il tipo di sepoltura in cui fu trovato il corpo di San Teodoro, anche perché le catacombe di San Ponziano non sono aperte al pubblico e non vi è, attualmente, la possibilità di ritrovare e studiare la tomba originaria del martire. Non è altresì dato sapere allo scrivente se l'ampolla conservata all'interno dell'urna, così come la palma e certa oggettistica, sia stata trovata insieme alle ossa del Santo o successivamente aggiunta a ornamento delle spoglie. Se fosse confermata la natura 'originale' di questi oggetti sarebbe certo che Teodoro “il soldato” subì realmente il martirio a opera dei romani. L'ampolla e la palma conservate attualmente nell'urna sono, infatti, segni inequivocabili che indicano il martirio. Tuttavia, veri dubbi se San Teodoro sia stato o meno martirizzato, non ce ne sono.

L'ampolla che conterrebbe il sangue del martire Teodoro. Dietro di essa, parte della lama della spada del Santo.

L'urna trapezoidale è composta da lastre di vetro e assi di legno rivestite in oro. A una prima ricognizione visiva, lo scheletro di San Teodoro si presenta disteso sul fianco destro, addobbato con un meraviglioso vestito color rosso intenso, oro e argento e sdraiato su una specie di lettiga color celeste-cinerino. Il braccio destro è piegato a sorreggere il cranio rivolto verso i fedeli. Sul capo vi è una corona smeraldo ornata da fiori. All'altezza del petto, il vestito presenta il monogramma X(p), mentre le mani sono inguantate con un tessuto dorato. Il braccio sinistro è disteso lungo il corpo, e in mano vi è un ramoscello di palma e un piccolo lembo di tessuto con su ricamato il nome del Santo in latino (le sue insegne). Ai piedi degli stivali grigi. Le ossa, perforate in più punti come testimoniano due piccoli fori sulla calotta cranica, sono tenute insieme, probabilmente, da un filo di ferro o cotone, che simula i legamenti che in vita tengono in connessione fisiologica tutte le parti ossee del corpo. Le parti dello scheletro scoperte (il cranio, una porzione del torace, radio e ulna) sono rivestite da un sottilissimo velo trasparente, probabilmente fatto aderire alle ossa con della colla, così come avvenuto nel caso di Santa Mustiola di Chiusi (martirizzata nel 274 d.C.). L'altezza del martire, in vita, non doveva superare il metro e 60 (nella media, quindi, se tenuto conto del periodo in cui visse). La dentatura pressoché perfetta fa pensare che la morte sia avvenuta intorno ai 25-30 anni. Le ossa non presentano, apparentemente, segni di traumi, nè si ha notizia che al momento della ricomposizione del 1778 furono notate fratture o danni causati da traumi. Ciò fa supporre che il martirio sia stato subito tramite il colpo di una spada. Di certo, a morte avvenuta, il corpo fu deposto all'interno di uno spazio vuoto (un sarcofago o, comunque, un loculo in pietra). Lo si deduce dall'ottimo stato di conservazione delle ossa. Nell'urna, oltre alla spada che ricorda la sua vita di soldato o guardia imperiale, vi è un'ampolla in oro e acquamarina (“sacrum corpus S.cti Martyris Theodori cum vase vitreo sanguine resperso ex coemeterio Pontiani extractum”). La parte in vetro dell'ampolla fu, con tutta probabilità, ritrovata insieme alle ossa nel 1778 e conteneva il sangue del Martire. Ciò fa pensare che Teodoro Miles godeva di rispetto e di fama all'interno della comunità cristiana di inizio 300 e che, a morte avvenuta, il suo corpo ricevette tutti gli onori che spettavano a chi sacrificava la propria vita in nome di Dio.

Le insigne del santo e il ramoscello che tiene nella mano sinistra.

Il corpo fu portato a Monteleone dopo la richiesta fatta dal priore Cesare Cherubini al Cardinale Marcantonio Colonna, tramite l'appoggio del vescovo di Città della Pieve Monsignor Mancini. L'avventuroso viaggio che portò i resti di San Teodoro da Roma a Monteleone è narrato con dovizia di particolari in appendice all'opera “Monteleone – Storia del paese, della storia e della vita sociale e religiosa ” del prof. Fernando Corgna (2004). Le spoglie del Santo giunsero a Monteleone il 17 dicembre del 1778.

Questo è l'Inno a San Teodoro con traduzione a fronte (ringrazio la mia amica Sonja Vranesevic per l'aiuto nella traduzione - discipulus.it). Le parole di questo inno sono accompagnate da una struggente composizione musicale che la banda musicale di Monteleone suona in occasione della festa di San Teodoro (4 domenica di maggio).

Hymnus Sancti Theodori Inno a San Teodoro

 
Cives Leonis Inclitum

Cittadini del Leone,

Vos vocate Martyrem
Invocate l'illustre Martire
Qui vos patronus aspicit
Che vi guarda come Patrono
Adscitus inter caelites
Accolto fra i celesti.
   

Theodore gentem protege

Teodoro, proteggi la gente

Tuo dicatam nomini
Consacrata al tuo nome
Benignus audi fervidis
Dai ascolto, benigno, alle voci accorate,
Te deprecamur vocibus
Ti scongiuriamo!
   
 

Diram Repellis grandinem

Tu allontani l'infausta grandine

Et vim coerce imbrium
Trattieni la violenza delle piogge.
Terram trementem contine
Contieni la terra che trema
Morbosque sanas noxios
E guarisci le malattie dannose.
   

Theodore gentem protege

Teodoro, proteggi la gente

Tuo dicatam nomini
Consacrata al tuo nome
Benignus audi fervidis
Dai ascolto, benigno, alle voci accorate,
Te deprecamur vocibus
Ti scongiuriamo!
   
 
Gloria Patri et Filio

Gloria al Padre, al Figlio

Et Spiritui Sancto.
E allo Spirito Santo!
Amen
Amen
 

La testimonianza di fede di San Teodoro, fortemente avvertita dalla comunità cristiana di Monteleone da oltre due secoli, così come quella di tutte le genti che hanno dato la loro vita in nome di una giusta causa, è forse l'esempio più puro di amore che ci possa essere. Non c'è niente di più coraggioso, giusto, puro e bello.

(di Roberto Cherubini - 03 Settembre 2005)

N.B. Le foto sono di Alessio Stollo e Roberto Cherubini. Per correzioni, suggerimenti e consigli potete contattarci tramite la nostra e-mail.

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