Pietro Momaroni fu giornalista, corrispondente per l'alto orvietano de "La Nazione" e de "Il Tempo", storico, scrittore e inventore. Uomo dotato di un non comune senso creativo, Pietro Momaroni fu un'eclettica e stravagante figura, la cui originalità d'intelletto entrò spesso in contrasto con una realtà sociale assai povera di mezzi e di sentimenti. Nato a Monteleone nel 1895 da una famiglia relativamente abbiente, intraprese studi tecnici ottenendo un diploma di ragioniere. Trasferitosi a Milano, cominciò subito a farsi notare per alcuni suoi particolari metodi di computo e di classificazione. Pur immerso nel grigio mondo bancario, riuscì a esternare la sua creativà e a ottenere la stima di amici e colleghi. Alcuni anni più tardi pubblicò volumi e opuscoli inerenti la sua attività di ragioniere e gli innovativi sistemi di lavoro da lui "brevettati" ("Contabilità e Statistica Selectofotografiche: Procedimenti Momaroni"; "Il Procedimento Selectografico Applicato al Servizio Incasso Premi delle Agenzie di Compagnie di Assicurazione"; "Annata Agraria e Periodo Amministrativo nelle Imprese Agrarie").
Tornato a Monteleone, verosimilmente intorno agli anni 30, si occupò della gestione contabile delle piccole e grandi aziende agrarie del luogo (tra le quali quella del direttore d'orchestra Attilio Parelli). Cominciò, quindi, i suoi studi sulla storia e le tradizioni di Monteleone e dei paese limitrofi, pubblicando accurati e pregevoli articoli e opuscoli ("Castrum Montis Leonis Comitatus Civitatis Urbis Veteris"; "Pietro Bilancini - Educatore, Critico Letterario e Poeta Umbro"). Affascinato da tutto ciò che gli appariva arcano e metafisico, convinto sostenitore dell'esistenza di campi energetici e dell'anima quale entità a se stante, compì studi sul paranormale, sulla metempsicosi, sui fenomeni di bilocazione e di duplice invasamento animico. Negli anni successivi pubblicò studi, racconti e bizzarre teorie su tali fenomeni ("Uno nell'altro, primo sensazionale caso di reciproco scambio animico"). Queste ultime, mal accettate dai benpensanti contemporanei del Momaroni e giudicate "quasi eretiche" dai compaesani del Nostro, sono oggi, invece, oggetto di seri studi da parte di studiosi e scienziati. Progettò alcune "macchine", avveniristiche per l'epoca. Si ha notizia, infatti, di una marchingegno da lui costruito che gli permetteva di avere una foto-stampa delle pagine dei libri (un antenato della moderna fotocopiatrice!), come anche di un tentativo di assemblare una "macchina" per la fotografia dell'aurea animica o... gli spiriti dei defunti(!).
Pietro Momaroni, dunque, fu un precursore, un personaggio scomodo e di difficile interpretazione. A lui dobbiamo un'attenta ricostruzione della storia di Monteleone. E' grazie a lui se la figura del letterato Pietro Bilancini è sopravvissuta all'oblio del tempo. Un uomo del passato che va ricordato con profonda ammirazione, nonostante certe sue bizzarrie (figlie di una solitudine indicibile) e un carattere difficile. Forse, le parole di un amico di Pietro Momaroni, Luigi Lemmi, anch'egli studioso appassionato e profondo conoscitore del passato di Monteleone, sintetizzano meglio di qualsiasi altro studio biografico la vita di questo infaticabile, sfortunato e illustre concittadino*:
"Amò il suo paesello, del quale ha:
- rievocato le antiche memorie;
- descritto la natura delle colline e dell'ariosa vallata chianina;
- ricordato le genti antiche e i bravi artigiani;
- descritto gli illustri concittadini, esaltandone le qualità;
- compiuto delle ricerche storiche e delle discipline del passato."
* "Monteleone" - Luigi Lemmi (Tipografia Tacchilei, Foligno, 1976).