Attilio Paparella, in arte Attilio Parelli, nacque a Monteleone d'Orvieto nel Maggio 1874 e qui si spense nel Dicembre del 1944. Studiò presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dove si diplomò maestro d'orchestra a 25 anni (1899). Cominciò da subito una graduale ascesa all'interno di quel vivace mondo musicale che già vedeva musicisti come Pietro Mascagni, Luigi Mancinelli e, soprattutto, Giacomo Puccini esibirsi nei teatri più importanti del mondo, mentre assisteva al lento spegnersi dell'illustre Giuseppe Verdi. I primi timidi tentativi di uscire nell'anonimato videro la composizione, da parte di Parelli, di una prima opera in un atto “I Dispettosi Amanti” (1900) che, seppure portata all'attenzione della critica in vari concorsi nazionali, non fu rappresentata se non alcuni anni più tardi, quando il Maestro Parelli aveva già acquisito una estesa fama.
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Attilio Parelli in posa solenne. Il Parelli lavorò negli Stati Uniti, in Francia e in Italia, dove diresse, tra l'altro, la filarmonica della Scala per la rappresentazione de "L'italiana in Algeri" di Gioacchino Rossini.
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Trasferitosi all'estero, dapprima in Francia, a Parigi e poi in America, a Chicago, cominciò a salire l'apprezzamento verso di lui, mentre cominciarono a prendere forma le sue opere musicali più importanti. Compositore a 360°, Attilio Parelli si dedicò sia alla musica sinfonica (La Chimera, Rapsodia Umbra, Il Bimbo Sogna etc…), sia all'operetta (I Dispettosi Amanti, Hermes, Fanfulla di Lodi etc…), per passare poi al balletto (Le Pont Du Vertice), alle suonate per pianoforte (L'alba Nascente, Cuor dei Cuori, Pifferata di Natale…) e a quelli che oggi vengono chiamati “jingle” radiofonici (i vari segnali di apertura dell'E.I.A.R, la radio Italiana ai suoi albori!). Il suo nome è legato anche a quello di soprani (Alice Zeppelli, Maria Cavan…) e Tenori (John McCormack) di fama mondiale, come anche a cantanti in voga a quel tempo e sui cui nomi oggi è scesa, almeno in parte, l'ombra della dimenticanza. Amico e collaboratore, in quanto suo librettista, fu Enrico Comitti, discreto poeta Romano che il Parelli incontrò nel periodo degli studi all'Accademia di S. Cecilia.
A proposito del Maestro Attilio Parelli abbiamo rintracciato presso il Teatro Comunale di Trieste queste due recensioni (una del 1918, l'altra del 1919) riguardanti le rappresentazioni di "La Gioconda" e del "Rigoletto":
<<1-19 maggio 1918 - Stagione d'opera di primavera
Catanuto e Duranti impr.; Attilio Parelli dir. orch.; Eraclio Gerbella dir. coro.
mag. 1
La Gioconda , dramma lirico, musica di Amilcare Ponchielli. (8)
Celestina Boninsegna (La Gioconda) s; Bianca Serena (Laura) ms; Antonio Sebellico (Alvise) bs; Arduina Spangaro (la cieca) c; Giovanni Calleri Poggi (Enzo) t; Salvatore Vinci (Barnaba) br; Paolo Ferretti; Antonio Prati; Fernanda Colombo (ballerina)
Un pubblico, che si poteva contare in migliaia di persone, poté assistere, calcato all'inverosimile, a uno spettacolo che offrì l'interpretazione di una grande Celestina Boninsegna. Per il resto si risentivano le difficoltà che si incontravano nell'allestire le opere liriche, specie nel campo maschile: negli interpreti, nelle orchestre e nelle masse corali, e lo spettacolo non era esente dagli inconvenieriti causati da questo "stato di guerra". L'edizione era poi affrettata, e il pubblico dimostrò di non gradire certi applausi troppo insistenti: comunque manifestò il gradimento a tutti. Bianca Serena, debuttante diciannovenne profuga da Treviso, allieva di Orefice, dimostrò la buona scuola; bene anche la cieca, altra debuttante, e applausi pure alla ballerina della "Danza delle ore", pezzo che, secondo le intenzioni del compositore, avrebbe dovuto essere interpretato da ventiquattro ballerine, una per ogni ora. Dalla seconda, raggiunto un buon affiatamento, si ebbero rappresentazioni belle, tranquille, serene>>
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<<8-31 marzo 1919 - Stagione d'opera di primavera
Terzi impr.; Attilio Parelli dir. orch.; Aldo Lazzari m. sost.; Annibale Pizzarelli dir. coro.
mar. 8
Rigoletto , melodramma, musica di Giuseppe Verdi. (7)
Carlo Broccardi (duca di Mantova) t; Matteo Dragoni (Rigoletto) br; Albertina Cassani (Gilda) s; Carlo Walter (Sparafucile) bs; Gisella Adorni (Maddalena) ms;...
Alla prima dovette essere respinto il numeroso pubblico, che dovette accontentarsi di acquistare il biglietto per la seconda. Anche per l'opera il cronista rilevava che, finita la guerra, il pubblico era ritornato ad essere quello di sempre: di una severità eccezionale verso gli interpreti, ma che giungeva tardi in teatro, rendendo tutto il primo atto un via vai di gente, che disturbava quanti erano stati più puntuali, e che a loro volta zittivano i nuovi arrivati. Anche se la rappresentazione risentiva di una preparazione affrettata, il pubblico applaudì gli interpreti. L'orchestra, ritornata quella di una volta, essendo stati smobilitati i suoi buoni elementi, fu molto apprezzata. I cori, composti dai membri della Scuola comunale di Canto Corale, anche se cantavano bene, erano impacciati nei costumi e incerti nei movimenti. Le repliche migliorarono gli assetti, e la vecchia opera dimostrò di conservare intatta la sua forza d'attrazione. Il 13 non si poté andare in scena per un'indisposizione della Cassani, e si riprese il 15. >>
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Posa di gruppo. Attilio Parelli è l'ultimo, in alto a destra. Anche la conserte di Attilio Parelli, Isolina Rapalli, era un'artista: pianista, compositrice e cantante, aiutò il marito nel suo lavoro di compositore e direttore d'orchestra.
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Per avere maggiori informazioni riguardo la vita e le opere di Attilio Parelli vi rimandiamo alla sezione “Museo Parelli” (in allestimento) di questo sito, riguardante il centro di Documentazione di Monteleone che raccoglie manoscritti, musiche a stampa e foto del Maestro. Sempre nella sezione “Museo Parelli” è possibile ascoltare, a titolo di esempio, uno stralcio tratto dall'opera “I Dispettosi Amanti”. Nella sezione “Pubblicazioni” è disponibile una recensione del “Catalogo – Parelli” edito nel 2002.