Pietro Bilancini (Monteleone d'Orvieto 1864 – Sassari 1895) fu uno dei più giovani esponenti della famigerata “Scuola del Metodo Storico”. Discepolo prediletto di Alessandro d'Ancona, amico e collega di Adolfo Borgognoni, dopo aver conseguito a pieni voti la laurea in Belle Lettere alla Scuola Normale Superiore di Pisa, peregrinò per tutta Italia come insegnante di Letteratura Classica. La sua attività di pubblicista letterario ebbe inizio a L'Aquila, intorno al 1888 e proseguì felicemente fino alla morte, avvenuta quando il Bilancini non aveva ancora 31 anni.
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La Scuola Normale di Pisa dove Pietro Bilancini si laureò nel 1886.
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Si ricordano le collaborazioni con i periodici culturali più importanti del tempo (“Il Riseveglio”, “Letteratura Montanara”, “Bollettino della Società di Storia Patria Lodovico Antinori”, “La Rassegna Pugliese” etc…). A questa sua attività di giornalista letterario accompagnò un altrettanto feconda produzione critico letteraria attraverso la pubblicazione di libri e importanti opuscoli: “Primi Studi di Critica Letteraria”, “Giovan Battista Giraldi e la tragedia Italiana del Sec. XVI”, “La Guerra di Braccio Contro L'Aquila nella Letteratura Abruzzese”, “Svolgimento Storico del Romanzo nella Letteratura Italiana”, “Nel Regno dei Negligenti” etc….
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Il collegio di Celana Bergamasco dove il Bilancini insegnò Letteratura Classica tra il 1886 e il 1887.
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Da Ricordare la sua non meno lodevole professione di traduttore dal greco e dal latino (degne di nota sono l'accurato e affascinante studio sui “Sermoni di Lucio Settano, Figlio di Quinto” e la deliziosa traduzione dei Sermoni stessi, come anche la traduzione in versi sciolti di alcune tra le più belle liriche dell'Antologia Palatina”… un lavoro, quest'ultimo, pieno di tatto ed eleganza!).
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Il collegio Bernardino Telesio di Cosenza, dove Pietro Bilancini insegnò Lettere Classiche tra il 1891 e il 1892. Qui pubblicò la raccolta di poesie "Ritmi Antichi".
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Pietro Bilancini fu anche poeta. Due le sue raccolte in versi: “Rime & Versi” pubblicata a L'Aquila nel 1890 e “Ritmi Antichi”, pubblicata a Cosenza nel 1892. Seppur con echi tardo romantici e sfumature classicheggianti, così come voleva la moda Carducciana e Stecchettiana del tempo, il Bilancini seppe anticipare i Crepuscolari di un decennio, donando a certe sue poesie quel gusto per l'arrendevolezza alla malinconia, alle cose semplici, all'assuefazione disincantata del vivere che tanto amarono, un decennio più tardi, poeti come Guido Gozzano, Sergio Corazzino e Marino Marini. La sua poesia è spesso incentrata sulla perdita di due amori giovanili: uno carnale e fugace, l'altro platonico e profondissimo.
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Epigrafe dettata da Pietro Bilancini nel 1894 e dipinta agli inizi del '900 nell'atrio del "Teatro dei Rustici" di Monteleone.
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Pietro Bilancini morì a Sassari il 22 Marzo del 1895, poco più che trentenne. Eppure, nella sua breve vita, seppe essere traduttore, critico letterario di fama nazionale, poeta e professore di lettere. Una figura, quella del Bilancini, che inorgoglisce ancora oggi i Monteleonesi e che li rappresenta, insieme a quella del Maestro Attilio Parelli, in Italia e nel mondo.
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Frontespizio del volume "Ritmi Antichi", Cosenza 1892. E' la seconda raccolta di poesie di Pietro Bilancini. Nel 2004 l'intera sua produzione poetica è stata ripubblicata nel volume "Pietro Bilancini - Poesie e saggi Critici".
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Una recente pubblicazione riguardante uno studio Bio-Bibliografico su Pietro Bilancini e la sua intera opera poetica (come parte di quella critica) è stata presentata a Monteleone il 24 Ottobre del 2004. Il libro si intitola “Pietro Bilancini – Poesie e Saggi Critici” edito dalla Effe Fabbri Editori (per approfondire si veda la sezione “Pubblicazioni” di questo sito).
Si veda anche l'articolo "Pietro Bilancini: le Solitudini Lunari dell'Anima", da noi pubblicato nella sezione "News & Archivio News" nell'Agosto 2005, e la pagina "Pubblicazioni", laddove viene recensito il libro "Poesie e Saggi critici