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Il compositore e direttore d'orchestra Attilio Parelli in una foto del 1915 circa.

Vien meco! Il ruscello a la rosa dicea con ardente sospir vien meco! Ti voglio, o mia sposa, sul fresco mio dorso rapir. So ben che i miei flutti loquaci ti pono ogni istante baciar, ma bella sei troppo; ai miei baci alcun ti potrebbe sottrar...”

("I Dispettosi Amanti – Vien Meco”. Musica di A. Parelli, libretto di E. Comitti)

 

Il Centro di Documentazione “Attilio Parelli” è sorto con l'intenzione di offrire una visione a tuttotondo della carriera del noto compositore e direttore d'orchestra monteleonese. Nelle teche del ‘museo' sono conservati oltre 100 manoscritti originali delle sue composizioni più celebri (“I Dispettosi Amanti”, “Hermes”, “Fanfulla di Lodi”…), le musiche a stampa del Maestro (“L'Alba Nascente”, “Sogno”, “Cuor dei Cuori”…) e quelle dei suoi colleghi a lui donate, spesso accompagnate da dediche e autografi. Vi sono altresì custoditi alcuni libretti delle sue opere, decine di fotografie appartenute alla famiglia Parelli e riprese qua e là per il mondo, i diplomi e le testimonianze del suo passaggio nelle varie città dove risiedette. Un corpus eterogeneo che non ci racconta soltanto il Parelli musicista, ma anche la sua grande sensibilità e la sua vita di artista e di uomo. Commuovono, così, le immagini che lo ritraggono giovane insieme alla compagna Isolina Rapalli, anche lei musicista; fanno sorridere e quasi tenerezza le lettere del maestro agli amici e ai custodi delle sue proprietà a Monteleone; esprimono solennità le immagini che lo ritraggono in pose severe; catturano l'attenzione degli addetti ai lavori le sue “acrobazie musicali”, i suoi virtuosismi al pentagramma, la sua poesia in musica.

Scultura su piedistallo che riproduce il capo del maestro Attilio Parelli. Cimitero di Monteleone d'Orvieto, cappella Paparella.

Si rimane affascinati della mole di materiale conservato, ma l'attenzione si sofferma ancor più sui particolari: si rimane sorpresi nel riconoscere i tenori e i soprano che dell'operetta di inizio Novecento hanno fatto la storia e che con il maestro Parelli misero in scena numerose opere. John McCormack, George Hamlin, Alice Zeppilli… sono nomi che nel mondo della lirica e dell'operetta ricompaiono ancor oggi assai di sovente! Il Maestro Attilio Parelli (Monteleone d'Orvieto 1874-1944) lavorò nei più grandi teatri del mondo: a Parigi, al Manhattan Opera House di Chicago, al Teatro "Alla Scala" di Milano, al Regio di Parma... Una carriera fortunata che gli permise, sul finire degli anni 20, di divenire direttore artistico dell'EIAR di Milano, la radio italiana ai suoi albori. A testimoniare il suo lavoro nel mondo radiofonico vi sono le sigle di apertura dei programmi che il Maestro compose (almeno tre!), un'intera sua opera (“I Dispettosi Amanti”) registrata a Torino e gli spettacoli che, di volta in volta, il Maestro allestì per allietare le giornate degli italiani.

Attilio Parelli in una posa contemplativa. 1910 circa.

Tutta la documentazione conservata presso il Centro di Documentazione Parelli è stata donata dagli eredi del Maestro al comune di Monteleone d'Orvieto che, volendo dare degna collocazione ai documenti ricevuti, ha dato incarico all'università di Perugia, nella persona della Professore Biancamaria Brumana, di catalogare il tutto e di dare un giudizio critico e storico sulla vita del Maestro Attilio Parelli. Il risultato è il “Catalogo Parelli”, una pubblicazione che elenca con precisione e giudizio il materiale conservato presso il ‘museo' e su cui si è basato l'allestimento delle teche dell'incartamento Parelli. Manca, a dire il vero, il materiale musicale vero e proprio (dischi, vinili…), ma l'obiettivo prefissato dai curatori del Museo, ovvero dall'Aministrazione Comunale, è, giustamente, quello di ottenere a breve quante più registrazioni possibili per offrire una visione completa delle opere del compositore e direttore d'orchestra Attilio Parelli.

La copia originale della prima pubblicazione de "L'italiana In Algeri" eseguita dall'Orchestra Professori - Teatro Alla Scala. Opera diretta dal Maestro Attilio Parelli. (collezione privata)

A puro titolo informativo si riporta un estratto di circa 3 minuti dell'opera “I Dispettosi Amanti” (registrato nell'autunno del 1915), scaricabile cliccando sul nome del brano e 'unzippando' successivamente il file. Melodia, sentimento e trasporto amoroso sono le caratteristiche principali di questo delizioso stralcio di opera che diede ulteriore fama al Maestro Parelli in terra d'America.

I Dispetosi Amanti - Vien Meco

Il "Museo Attilio Parelli" può essere visitato contattando direttamente la segreteria del Comune di Monteleone d'Orvieto (Tel. 0763.834021). Attualmente tutti i documenti del Maestro sono ospitati nei locali della Biblioteca Comunale di Monteleone, in Piazza Pietro Bilancini, a causa dei lavori di restauro che coinvolgono la struttura del museo.

Foto di gruppo che ritrae alcuni musicisti e compositori, colleghi e amici del Maestro Attilio Parelli (ultimo a destra).

Visitare il Centro di Documentazione Parelli è fare un viaggio emozionale nel passato di un artista che, dopo aver conosciuto i fasti del successo in tutto il mondo, tornò nella sua Monteleone per ritrovare quella semplicità che tanto amava e i luoghi che gli ispirarono tanti dei suoi successi.

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A cura di Roberto Cherubini. Per informazioni, suggerimenti e correzioni potete contattarci tramite il nostro indirizzo e-mail. Per maggiori informazioni sulla vita di Attilio Parelli si veda la sezione “Personaggi Illustri” di questo sito.

 

 

 


 
 
Online dal 13 Aprile 2005. Ver. 3.01

Sito gestito dall'Associazione Culturale Pietro Momaroni.