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Castel Brandetto, ribattezzato il "Berneto" già dal tardo Medioevo, così come appare oggi. Questo casolare ha nella sua struttura base una eco medioevale. Alcuni ruderi del Castello, costruito intorno all'inizio del XI secolo, sono ancora ben visibili su un lato della struttura. |
È il 13 luglio 1350. Un piccolo esercito di cavalieri e fanti (uno per ogni famiglia), armati per distruggere, muove dalla città di Orvieto verso nordovest: questo è il volere degli Otto Saggi che la governano. La destinazione è raggiunta soltanto in nottata, si tratta del Castel Brandetto, una rocca a guardia dei possedimenti dei Conti Bulgarelli di Parrano (poi di Marsciano) nel territorio di Monteleone. La piccola fortezza viene messa sotto assedio, e la guarnigione non resiste a lungo: Castel Brandetto viene preso e, il 18 luglio, “atterrato dalle fondamenta”, cioè raso al suolo. Identica sorte tocca alla Badia di San Pietro d'Acqualta, altro Castello dei Bulgarelli noto anche come Castel del Fiore (attualmente Casteldifiori), poco lontano da Montegiove.
Così, tristemente, in una calda notte di quasi settecento anni fa, finisce uno dei monumenti più antichi ed importanti nella storia del paese di Monteleone d'Orvieto.
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Ciò che resta di Castel Brandetto (XI Sec.), distrutto nell'anno 1350.
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Castel Brandetto venne costruito presumibilmente intorno all'anno mille, contemporaneamente o addirittura precedentemente alla fondazione del borgo, per volere dei Signori Aldobrandeschi di Chiusi (ciò spiega l'etimologia). La parentela tra questa nobile famiglia ed i Conti Bulgarelli porterà il castello a far parte dei possedimenti di questi ultimi attorno al 1200. Purtroppo al momento non abbiamo a disposizione cronache dell'epoca che ci permettano di delineare più precisamente la storia del castello dalla sua fondazione fino alla distruzione, le uniche fonti storiche note (documenti appartenuti alla famiglia dei Conti di Marsciano) lo citano, insieme al Castrum Montis Lionis, per definire i confini delle terre in possesso della famiglia. Tuttavia è certo che si trattasse di una costruzione strategica per il controllo del territorio alto-orvietano: da qui partivano le scorrerie di Bulgaro dei Conti di Marsciano, restio a sottomettersi all'autorità di Orvieto.
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Queste mura granitiche facevano parte, probabilmente, della torre di guardia del castello. Rimangono anche alcune tracce del muro di cinta dell'antico fortilizio. |
La causa della rovina di Castel Brandetto risale alla costruzione e fortificazione “abusiva” (realizzata all'insaputa della città) proprio di Casteldifiori, avvenuta nel 1349. Per questo motivo Bulgaro fu costretto a sottoscrivere un contratto impegnandosi a versare al comune di Orvieto mille fiorini d'oro e, non possedendo tale cifra, a lasciare in ostaggio alla città come pegno il fratello Ugolino. Tuttavia Ugolino non accettò di buon grado lo scambio e l'anno successivo evase, scatenando la reazione del governo degli Otto Saggi i quali, appunto, ordinarono la distruzione delle due fortificazioni. A questo punto Bulgaro non volle più pagare la somma che si era impegnato a versare e fu bandito, assieme al fratello, dal territorio di Orvieto. In seguito, pagati finalmente i mille fiorini, Bulgaro venne di nuovo ricevuto in grazia con la revoca del bando; altre divergenze sorsero successivamente e vennero ancora sanate con ulteriori esborsi… ma intanto Castel Brandetto non era più che un cumulo di sassi per costruire case.
Le pagine che seguono sono tratte dalla storia ufficiale della famiglia dei Conti Bulgarelli, ovvero i Conti di Parrano o Conti di Marsciano (documento del 1600 circa) e rimandano alla storia di Castel Brandetto di Monteleone.
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A cura di Alessio Stollo. Per informazioni, correzioni e suggerimenti puoi contattarci tramite la nostra e-mail .